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Perché rivolgersi ad uno psicologo?

Un antico proverbio indiano dice che ognuno di noi è una casa con quattro stanze: una fisica, una mentale, una emotiva e una spirituale.

La maggior parte di noi tende a vivere in una stanza gran parte del tempo.

Ma finché non andremo in ogni stanza, ogni giorno, anche solo per arieggiarla, noi non saremo persone complete.

R. Godden

Chiedere aiuto non vuol dire ammettere una sconfitta ma avere il coraggio di incontrarsi davvero. 

Iniziare un processo graduale di incontro con se stessi è una scelta, certamente complessa, che permette di riconoscersi soggetto, protagonista della propria esistenza e del proprio dolore.

Nella vita accade di soffrire, di stare male.

A volte all’improvviso, con sintomi che parlano al posto nostro del malessere che viviamo, altre volte si avverte un rumore di fondo con più chiarezza, un rumore che ci accompagna da sempre ma che è diventato proprio adesso insopportabile.

Fermarsi, assumersi la responsabilità di quello che ci accade, permette di individuare e capitalizzare le proprie risorse per affrontare in modo più adeguato le proprie tensioni, il dolore, l’infelicità, l’insicurezza.  

Si tratta di un processo verso il cambiamento, di un viaggio che come tale richiede tempo e una guida esperta, il terapeuta, alla quale affidarsi per ripartire e ricostruire quel confine così importante, che dà la forma poi di quello che siamo e che ci garantisce di sentirci interi e riconosciuti.

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